Saturnia

Terme

Terme (3)

saturnia

Saturnia si trova in Maremma, la zona della Toscana al confine con il Lazio che si estende all’incirca fra il Monte Amiata ed il mar Tirreno; in particolare, la cittadina termale si colloca nella valle del fiume Albegna, ad una sessantina dal capoluogo di provincia, Grosseto, ed al centro di un comprensorio che vede ai suoi vertici i borghi maremmani di Manciano, Scansano e Pitigliano.

Come arrivare:

Considerata la collocazione nel selvaggio contesto della Maremma toscana, il mezzo migliore per raggiungere Saturnia è naturalmente l’auto.

Chi proviene dalle località della costa tirrenica può percorrere la Statale Aurelia fino ada Albinia, da dove si devia verso l’entroterra in direzione di Pitigliano. All’altezza di Manciano ci si stacca infine dalla Statale 74 seguendo le indicazioni per Montemerano, piccolo borgo da cui è poi facile raggiungere Saturnia.

Chi arriva dall’entroterra percorre l’Autostrada A1 o la Via Cassia fino rispettivamente al casello di Orvieto ed al paese di Acquapendente, per poi dirigersi in direzione Pitigliano, che si oltrepassa seguendo le facili indicazioni per Saturnia.
Storia

Il sito termale di Saturnia vanta una lunghissima storia, risalente sicuramente al periodo etrusco, durante il quale veniva indicato con il nome di Aurinia. Successivamente, i Romani lo ribattezzano con l’attuale nome che evoca il dio Saturno, signore del Tempo e padre di Giove.

L’antichissima tradizione termale di Saturnia è testimoniata dai resti di una struttura termale romana di forma quadrangolare inserita nel circuito della antiche mura difensive del piccolo borgo. I Romani costruiscono addirittura la via Clodia, che si collega con l’Aurelia, per poter raggiungere più agevolmente questo luogo di benessere già così rinomato a quel tempo.

Nel corso del Medioevo sono già conosciute per le loro proprietà curative e causano feroci dispute fra i signori della zona, ovvero i feudatari di Santa Fiora e quelli di Sovana, mentre nell’Ottocento arriva la definitiva consacrazione grazie ai lavori di bonifica e ricostruzione dovuti alla famiglia Ciacci.
Le acque e indicazioni terapeutiche

Le acque termali di Saturnia sgorgano alla temperatura di circa 37,5° con la notevole portata di ben 500 litri al secondo, che garantisce un completo ricambio del bagno termale ogni quattro ore. Sono acque classificate come sulfuree e solfato-alcaline-bicarbonato-terrose, con una grande concentrazione di idrogeno solforato e anidride carbonica.

Le indicazioni terapeutiche delle acque di Saturnia riguardano le patologie dermatologiche, grazie ad un anotevole azione anti-settica e cardio-circolatorie, grazie all’azione vasodilatatoria che riduce la pressione arteriosa. Riduce inoltre la tensione a carico dell’apparato respiratorio consentendo un miglioramento della ventilazione polmonare.
Trattamenti in evidenza

I bagni di Saturnia sono i più famosi nel mondo per le celebri piscine termali. Il trattamenti di punta che si svolge in questa località è sicuramente il bagno in acqua termale, efficace a livello terapeutico su molte differenti patologie, ma che la stragrande maggioranza dei tantissimi visitatori predilige ad ogni altra località termale per motivi di benessere e relax, legati non solo all’abbondante flusso di acqua sorgiva, ma anche per il pittoresco contesto, unico nel suo genere, e per il particolare limo che si deposita sul fondo dei bagni, utilizzabile tramite applicazione sulla pelle per le sue caratteristiche esfolianti.
Oltre alle terme

La zona della Maremma nei dintorni di Saturnia presenta ben tre percorsi di interesse alternativi, ciascuno dei quali facilmente abbinabile ad una escursione termale:

    il percorso storico-culturale, che conduce alla visita dei famosi siti archeologici etruschi di Sovana, Pitigliano e Sorano, e dei borghi medioevali sia dei medesimi paesi che di quelli di Manciano, Montemerano e Acquapendente. Famoso fra tutti il caratteristico borgo di Pitigliano, arroccato su uno sperone di tufo, circondato per ben tre lati da corsi da’acqua, su cui domina la Rocca degli Aldobrandeschi;
    il percorso eno-gastronomico, che vi condurrà alla scoperta delle tantissime cantine sociali dei vini prodotti in zona e delle prelibatezze tipiche di questi dintorni. Da non perdere almeno una visita alle cantine sociali di Manciano, di Pitigliano, dove si produce un prelibato “bianco del tufo” e di Scansano, ove nasce il celeberrimo Morellino. Questa zona è poi famosa per la cacciagione, soprattutto cinghiali ma anche di penna. Con il cinghiale in particolare si producono deliziosi salumi, che potete anche acquistare per portarli a casa, visto che si conservano molto a lungo. Notevole anche l’olio, cui è dedicata una apposita manifestazione dicembrina nel borgo di Pitigliano;
    il percorso sportivo naturalistico: questa zona è ideale per le attività nella natura, dal bird-watching al trekking, dalla mountain bike alle escursioni a cavallo, grazie allo splendido panorama ad un ambiente ancora intatto. Per chi è appassionato, questo territorio è anche luogo di elezione per la caccia, che sfrutta le ampie distese selvose della zona.

I dintorni di Saturnia sono anche ricchi di manifestazioni folkloristiche, molte delle quali legate alle tipicità della zona: basti pensare al ricco calendario di eventi presentato in occasione della vendemmia, che ha come centri focali Manciano e Scansano. Da segnalare senza dubbio anche la suggestiva fiaccolata che si tiene presso Pitigliano in occasione di San Giuseppe (19 marzo), quale cerimonia ancestrale di celebrazione della fine dell’inverno, che si snoda all’interno del fantasmagorico contesto delle misteriose vie cave etrusche ai piedi del borgo.

terme dei papi

Viterbo è il capoluogo della “Tuscia”, la regione nel nord del Lazio, confinante con la Toscana e l’Umbria, anticamente abitata dagli Etruschi, popolazione di cui infatti rimangono numerosissime testimonianze archeologiche nei dintorni della città.

Sorge a circa una cinquantina di chilometri da Roma, stretta fra ben tre grandi laghi del Lazio: il lago di Bolsena, a nord, ed il laghi di Vico e di Bracciano, a sud, tutti raggiungibili entro un raggio di una ventina di chilometri.

Come arrivare:

Viterbo è ben collegata al resto d’Italia con tutti i mezzi di trasporto. In auto ci sono addirittura tre possibilità per raggiungere la città capoluogo dell’Etruria:

    per chi viaggia sulla direttrice Milano-Bologna-Roma, il modo più semplice per arrivare è usare l’Autostrada del Sole A1, che passa a soli venti chilometri da Viterbo. Basta uscire al casello di Orte, quindi dirigersi verso il mare usando la Strada Provinciale che la collega direttamente alla città termale.
    per chi arriva dal centro della Toscana e del Lazio (rispettivamente, via Siena e Roma), si può percorrere in alternativa la Statale n. 2 Cassia, che passa direttamente da Viterbo costeggiando i laghi di Bolsena e di Vico;
    per chi arriva dalle località sulla costa tirrenica è invece preferibile percorrere la Statale n. 1 Aurelia fino all’altezza di Tarquinia, da dove poi ci si dirige nell’entroterra via Vetralla.

Rispetto agli altri mezzi di comunicazione, Viterbo è anche vicina al porto di Civitavecchia, dove attraccano traghetti da tutte le principali località della Sardegna e del versante tirrenico della penisola, ed è collegata con la linea ferroviaria alla stazione di Roma Ostiense.
Storia

Le calde acque benefiche di Viterbo sono ampiamente sfruttate sin dall’epoca etrusca, ed è per questo che, anche nel corso della successiva dominazione romana, questi bagni furono chiamati “Terme Etrusche” fino al periodo imperiale.

Le rovine delle terme romane si estendono per ben undici chilometri lungo l’antica via Cassia, nella attuale periferia di Viterbo, dove creavano tre importanti centri termali chiamati Aquae Passeris, Paliano e Bullicame. Del famoso complesso termale viterbese parlano storici eminenti come Strabone, Simmaco, Tibullo, Marziale e Scribonio Largo, medico personale dell’Imperatore Tiberio.

Le terme di Viterbo raggiungono però l’apice della loro rinomanza grazie ai pontefici che ne fecero loro meta di cura prediletta: primo fra tutti, Gregorio IX nel 1235, e successivamente Bonifacio IX, che nel 1404 vi si recò a curarsi i gravi dolori alle ossa che lo affliggevano.

Il papa che diede maggior rinomanza a questa stazione termale fu però Niccolò V, che ottenne tale beneficio ai suoi malanni, da far costruire sul luogo una lussuosa residenza in modo da potevi soggiornare in caso di necessità.

Papa Pio II vi fece realizzare successivamente lavori di ampliamento e ristrutturazione. E’ per queste speciali attenzioni riservate dai pontefici che le terme di Viterbo sono comunemente conosciute come “Bagno del Papa” o “Terme dei Papi”.

A livello storico non si può tacere anche la menzione che di queste famosissime terme ci hanno lasciato Dante e Michelangelo. Dante cita le sorgenti del Bullicame nei versi 79-81 del XIV Canto dell’Inferno, mente Michelangelo, colpito dalla bellezza di questi bagni, ne fece due disegni a penna che sono attualmente conservati presso il Museo di Vicar di Lille in Francia.

E’ per questo motivo che le terme di Viterbo rimarranno famose come “Terme dei Papi”.
Le acque e indicazioni terapeutiche

Il bacino termale di Viterbo è ricchissimo di sorgenti medicamentose. In linea di massima, le acque termali che si trovano nei dintorni di Viterbo si caratterizzano per essere ipertermali, cioè molto calde (con temperature che arrivano anche sopra i 60°) e ricchissime di zolfo e azotati, sostanze che la rendono particolarmente adatta all’uso nella balneazione. L’elevato calore delle acque dipende dalla origine vulcanica dei suoli attraversati da queste fonti nel loro percorso di risalita.

Le principali proprietà terapeutiche delle acque termali di Viterbo sono quindi relative alla cura delle patologie e degli inestetismi della pelle, come psoriasi, dermatiti, flebiti, ulcere varicose ma anche semplicemente cellulite e acne.

Le principali sorgenti termali del viterbese sono:

    sorgente del Bagnaccio, che emette acqua termale sia ipertermale (circa 65°) che ipotermale (fra i 23° e i 29°)
    sorgente delle Piscine Carletti, la cui acqua fuoriesce ad una temperatura di circa 58°;
    sorgente del Bullicame, che sgorga ad una temperatura di 58°
    le sorgenti che alimentano lo stabilimento delle Terme dei Papi, ovvero la magnesiaca e la ferruginosa, detta anche Bagno del Papa. Come reso evidente dai rispettivi nomi, queste acque sono particolarmente ricche di magnesio e di ferro;
    sorgente Pisciarello, che sgorga a 15° ed è famosa in zona per le sue notevoli proprietà diuretiche evidenziate significativamente dal nome. Questa sorgente è attualmente condotta sino a sgorgare presso la fontana nella piazza principale di Bagnaia, una frazione di Viterbo;
    sorgente ipotermale Fonte Acqua Rossa, che sgorga alla temperatura di circa 23°, particolarmente ricca di acido carbonico, presente in forma purissima all’interno di quest’acqua.

Trattamenti in evidenza

Le terme di Viterbo sono famose soprattutto per i bagni in piscina termale, che sono diventati famosi per la loro efficacia curativa ma che, attualmente, sono frequentati soprattutto da coloro che intendono il termalismo come occasione di svago, di benessere e di relax, magari per passare una giornata o un week-end.

In particolare, Viterbo è famosa per essere la zona termale a maggior densità di piscine gratuite, alcune anche molto famose: oltre agli stabilimenti a pagamento, infatti, si possono fare bagni termali gratis presso la piscina del Bullicame, le Piscine Carletti, il Bagnaccio e le Masse di San Sisto.

Grazie alla particolare composizione di queste acque, è possibile anche farsi una sorta di trattamento scrub per la pelle con il fango naturale che si deposita naturalmente sul fondo delle vasche.
Oltre alle terme

Fra i monumenti da vedere, non mancano di sicuro i siti archeologici, fra i meglio conservati in Italia. La Tuscia, il comprensorio dell’Alto Lazio ci cui Viterbo è il capoluogo, conserva infatti buona parte delle aree archeologiche relative alla civiltà etrusca.

Fra queste, si consiglia di visitare almeno la famosa necropoli di Tarquinia e gli insediamenti di Blera, Castro, Tuscania e Vejo.

Dopo le bellezze archeologiche, la principale attrazione turistica della Tuscia sono i molteplici borghi medioevali, come la famosa città di Bagnoregio, dove nacque san Bonaventura ed il curioso sperone di Civita di Bagnoregio, collegato al capoluogo comunale soltanto da una passerella in metallo, e denominata “il paese che muore” a causa dell’erosione che provoca la graduale scomparsa del blocco di tufo che la sostiene.

La stessa Tuscania, oltre che sito archeologico, rappresenta uno straordinario esempio di architettura alto-medioevale, con il Duomo e diverse altre chiese in stile romanico e l’intatta struttura delle mura che circonda il nucleo abitato.

Imperdibili anche Vitorchiano, paesino a pochi chilometri da Viterbo che poggia su uno sperone tufaceo circondato su tre lati dalle acque di un torrente ed che viene spesso usato per girare film ambientati nel medioevo (qui ad esempio sono state girate alcune scene del film “L’Armata Brancaleone”), e Caprarola, dove si trova Palazzo Farnese, una delle più importanti testimonianze dell’architettura rinascimentale-maniersita.

La Tuscia è anche una zona lacustre: da Viterbo in un’oretta di tempo si può raggiungere sia il lago di Bolsena che il Lago di Vico: il primo presenta un itinerario che comprende la città di Bolsena, con la straordinaria roccaforte medioevale e la Cattedrale che conserva le reliquie del miracoloso Corpus Domini, ma anche Montefiascone, famosa per il panorama sul lago ma soprattutto resa celebre per la novella relativa alla bontà dei suoi vini (Est! Est! Est!); il lago di Vico, invece, è un vulcano spento che ospita attualmente un bellissimo specchio lacustre in cui è possibile osservare decine di uccelli acquatici, oltre naturalmente al cono ricoperto di foresta.

Quanto alle specialità eno-gastronomiche, i dintorni di Viterbo riservano ai visitatori un olio extravergine rinomato grazie alla superba qualità delle olive coltivate in zona. Molto pregiate anche le nocciole raccolte nei paraggi, soprattutto quelle che provengono dalle rive del Lago di Vico, ed i vini bianchi, come il Montefiascone prodotto nella cittadina omonima è famoso già attorno all’anno Mille, quando diventa oggetto di una novella che narra della sua squisitezza.

terme vulci

Nella maremma, vicino al conosciuto parco naturalistico archeologico di Vulci sono state realizzate e inaugurate nel mese di settembre 2016 le Terme di Vulci nel territorio della città di Canino in provincia di Viterbo.
Queste terme si trovano collocate poco distante dal mare di Montalto di Castro e il lago di Bolsena.

Particolarmente rinomato è la zona di Vulci molto estesa dove è presente un area archeologica importante dove ancora oggi si vedono le rovine delle costruzioni etrusche, che in passato sono state distrutte dai Romani e il parco Naturalistico di Vulci.
Le terme di Vulci sono state realizzate in un territorio circostante che ben si presta ad un turismo termale alla ricerca di pace e relax, la zona termale è composta da una piscina di tipo bicarbonato-alcalino-ferrosa e altre 3 piscine di acqua termale con temperature da 42° a 30°. Nel centro della piscina più grande sono stati posti 3 ulivi in un giardino creato per apposta per ricordare anche che queste zone sono molto produttive per l'olio extravergine di oliva italiano.

Le caratteristiche delle acque che sgorgano nelle terme di Vulci sono acque naturali ipertermali con temepratura di uscita di 42° e sono particolarmente indicate per le proprietà terapeutiche per la balneo fango terapia e nel trattamento delle malattie artroreumatiche e balneo terapia per le malattie dermatologiche e le flebopatine.

Le terme si trovano in località Riminino e sono aperti dalle 10:00–19:00 tutti i giorni e la struttura è ben visibile dalla strada, arrivati sul posto è disponibile un ampio parcheggio e all'ingresso delle terme di Vulci con il biglietto viene fornito un accappatoio e asciugamano, poi sono disponibili gli armadietti per lasciare i propri indumenti e borse.

Nell'area adiacente sono disposti ombrelloni, lettini e sdraie per rilassarsi in questo benessere naturale, per mangiare o dissetarsi c'è un chiosco con bar ristoro.

L'accesso alle terme può essere fatto sia come ingresso giornaliero da socio usufruendo di una scontistica particolare e sia come ingresso giornaliero a prezzo intero. I bambini da 0 a 3 anni è gratis. Sono previsti pacchetti Gruppo e offerte.


Terme di Vulci:
Sito Web
Viale delle Terme – Riminino
Canino(VT) 01011
Tel: 0761 438574

AGRITURISMO POGGIO DI MAREMMA 
Infolabio