La Tuscia

Cultura

Cultura (3)

parcodivulci

Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci si trova nel cuore della Maremma tosco-laziale. Immersa in un paesaggio di rara bellezza è possibile ammirare una delle più affascinanti testimonianze della civiltà etrusca, l'antica città di Vulci.

Lasciata la macchina presso il Punto di Incontro del Parco, è possibile seguire a piedi uno dei vari sentieri che portano alla scoperta di angoli di Natura incontaminata e testimonianze del Passato. Un breve percorso porta al suggestivo Laghetto del Pellicone, ma non si possono tralasciare i percorsi che raggiungono la città antica, con le sue porte, le mura, le ricche domus con gli ambienti sotterranei.

Su prenotazione o secondo il calendario previsto dal Parco è possibile visitare la Tomba François, celebre in tutto il mondo per le sue pitture, la Tomba delle Iscrizioni, ed ancora la Cuccumella, il più grande tumulo dell'Etruria Meridionale: si tratta dei più importanti ipogei della Necropoli orientale, posta sulla sponda sinistra del Fiora.

Immediatamente all'esterno del Parco, è possibile inoltre visitare il Museo Nazionale Etrusco del castello della Badia. A guardia del Ponte della Badia, il castello medievale ospita dal 1975 un'importante raccolta di reperti etruschi, greci e romani provenienti dalle necropoli e dalla città di Vulci.

Info: Fondazione Vulci

Via della Volta Buia, 4- 01014 Montalto di Castro (VT)

Tel: +39 0766.87.97.29 (ufficio promozione) - +39 0766.89.298 (biclietteria del Parco)

Vai al sito web del Parco: www.vulci.it

tuscia

La Tuscia viterbese coincide in gran parte con la provincia di Viterbo ed è una zona ricca di bellezze naturali, di zone archeologiche e di opere d’arte. Prima di passare alla descrizione delle cose da vedere nella Tuscia viterbese, un breve cenno storico su questo affascinante territorio. Con il nome Tuscia si indica un territorio piuttosto vasto che comprende parte del Lazio, Toscana ed Umbria. Tutte e tre confluiscono nel centro dell’antica Etruria, dove si sviluppò la civiltà etrusca. Il nome “Tuscia” fu attribuito a questo territorio solo tra la fine dell’impero romano e l’alto medioevo.
La zona è attraversata dall’antica via Francigena, che da Canterbury percorreva l’intera Francia e conduceva in Italia attraverso il Passo del San Bernardo. Nata per il movimento di persone, merci, arte e spiritualità, questa strada divenne ben presto una via di pellegrinaggio che dalla Francia giungeva nel cuore di Roma.

Come tutta la Tuscia, anche quella viterbese si snoda tra colline lussureggianti ed antichi borghi arroccati su rocce di tufo o paesini distesi sulle rive dei laghi. Nella Tuscia viterbese si estendono due catene montuose i Volsini a Nord con il lago di Bolsena e i Cimini al centro con il lago di Vico. È quindi un territorio molto antico e ricco di luoghi di sorprendente bellezza.
Ecco allora 10 punti di grande interesse culturale e paesaggistico da non perdere.

Cosa vedere nella Tuscia viterbese: 10 luoghi da non perdere


TARQUINIA
La Tuscia viterbese è testimone silente dell’antico popolo etrusco e tra le dieci cose che non devi perderti c’è sicuramente Tarquinia. Qui sono visibili le maggiori testimonianze della vita di questo fiero popolo. Nel palazzo quattrocentesco del Vitelleschi, dove ha sede il museo archeologico, è possibile ammirare decorazioni del Tempio dell’Ara della Regina, tra cui la splendida e famosa coppia di cavalli alati. Vi sono inoltre custoditi numerosi sarcofagi.

IL LAGO DI VICO    
I monti che coronano il territorio della Tuscia viterbese sono di origine vulcanica e i loro crateri hanno formato dei laghi splendidi: il lago di Vico, il lago di Bolsena,il lago di Bracciano ed il piccolo lago di Martignano. Nella zona del lago di Vico potrai ammirare una meravigliosa oasi naturale, dove la natura è stata preservata. I colori della palude e delle specie arboree, rendono il paesaggio simile a una tavolozza di un pittore dove, infinite e diverse sfumature cromatiche, scandiscono il rincorrersi delle stagioni. Aceri, querce, castagni, faggi, noccioli, sono l’habitat naturale che preserva la biodiversità a favore di una fauna variegata.

PARCO ARCHEOLOGICO DI VULCI
Una passeggiata nel Parco Archeologico di Vulci ti riporterà indietro nel tempo. Vulci fu una città-stato dell’Etruria e, attraversando un’antica strada etrusca perfettamente ricostruita, potrai andare alla scoperta dell’antica necropoli. Ma Vulci non è solo archeologia. Nelle immediate vicinanze del Parco Archeologico trova sede una meravigliosa Oasi del WWF. Un sentiero tra boschi e prati ti condurrà fino al fiume Flora che, con la sua piccola cascata forma il laghetto Pellicone.


VITERBO
Se ti rechi nella Tuscia viterbese non puoi non visitare l’antica città dei Papi: Viterbo. Nel XIII secolo, per vent’anni fu sede pontificia e, pur essendo una città incantevole, è ancora poco conosciuta a livello internazionale. Il suo centro storico medievale è tra i più estesi in Europa. La sua architettura antica e moderna si contraddistingue per la presenza massiccia del peperino, una pietra grigia locale con la quale sono stati edificati gli edifici più pregevoli.
Il Palazzo dei Papi, monumento simbolo della città, è un vero gioiello di architettura medievale in stile gotico. La città è famosa per il trasporto della macchina di Santa Rosa. Una struttura alta 30 metri, dal peso di 5 tonnellate, viene portata a spalla da un centinaio di “facchini” per un tragitto all’interno della città lungo circa 1200 metri.
Fiore all’occhiello della città è il quartiere San Pellegrino, una splendida zona in stile medievale, perfettamente conservata e abitata, dove il tempo sembra essersi fermato. Le piccole vie si snodano fra palazzi con balconcini, profferli, archi a sesto acuto, che creano nel visitatore l’idea di vivere in una fiaba. Ogni anno, a Maggio, al suo interno si svolge la manifestazione “San Pellegrino in fiore”, una mostra di fiori e piante che, con l’ausilio di appositi allestimenti scenografici, rendono il luogo ancora più suggestivo ed unico.

CIVITA DI BAGNOREGIO
Se hai deciso di visitare la Tuscia viterbese non puoi andartene senza aver visto Civita di Bagnoregio. È chiamata a “città che muore” perché è posta su di una rupe d’argilla che viene continuamente erosa dall’acqua. In questo borgo il tempo sembra si sia fermato e il visitatore ne riceve una visione suggestiva ed indimenticabile. Raggiungibile solamente a piedi attraverso un ponte, Civita di Bagnoregio sembra sospesa nel cielo. Qui, oltre ad assaporare un’atmosfera surreale, potrai visitare la chiesa di San Bonaventura, un mulino del XVI secolo, la chiesa di San Donato, il Palazzo Vescovile.

PALAZZO FARNESE DI CAPRAROLA
Continuando il nostro giro per la Tuscia viterbese, corre l’obbligo di una visita al Palazzo Farnese di Caprarola. Grandioso e superbo, il Palazzo Farnese di Caprarola ha una forma pentagonale. Per la sua realizzazione furono abbattuti edifici esistenti e tutto il paese cambiò la propria struttura per essere adattato alla mole di questo edificio. La strada che porta al Palazzo è dritta e dividi esattamente in due il paese. Al suo interno una sequenza di stanze lussuose e affrescate con mirabili immagini illusorie di tendaggi, finestre, porte, eseguite con tale maestria, da indurre il visitatore a confondere il vero col falso in un susseguirsi di giochi visivi. Anche il giardino è ammirevole. Pare che l’architetto che realizzò l’edificio del Pentagono in America, si sia ispirato proprio a Palazzo Farnese.

VILLA LANTE
A quattro chilometri da Viterbo troviamo Villa Lante. È una villa del Cinquecento, ma più che di una villa si tratta di un giardino artistico. Tutto ruota intorno al tema dell’acqua. Il giardino è affiancato da un piccolo bosco tenuto appositamente selvatico. Nel parco, sei fontane dedicate a personaggi e temi diversi. In alcune l’acqua è di mare. Un tripudio di bossi, camelie, rododendri, fanno di questo giardino uno dei più bei giardini all’italiana del nostro paese.

LE TERME DI STIGLIANO
Dopo aver tanto camminato, una bella sosta alle terme di Stigliano è proprio quello che ci vuole. Conosciute fin dai tempi degli etruschi, queste terme hanno avuto periodi alterni, ma sono sempre tornate in auge per effetto delle sue acque curative e del contesto rigoglioso veramente suggestivo in cui si trovano.
Le sue acque sono salso-iodico-sulfuree e vengono impiegate per la cura di malattie respiratorie, artrosi, obesità, malattie della pelle. Le fonti termali sono diverse e vanno da una temperatura di 38°C a 58°C. È possibile effettuare massaggi termali con getti d’acqua in pressione, percorsi flebologici, nuoto controcorrente. Particolarità dell’impianto sono le cosi dette “stufe” delle grotte naturali dove è possibile sfruttare il vapore delle sorgenti da cui sgorga acqua a temperatura molto elevata. Lo stabilimento denominato “Il Bagnarello”è confortevole ed attrezzato per una permanenza giornaliera.

SUTRI
A circa trenta chilometri da Viterbo, andando verso Roma, è arroccato su una piccola altura il paese che fu il primo possedimento temporale dei Papi: Sutri. Fu donata dal re Longobardo Liutprando a Papa Gregorio II. È denominata “Antichissima città di Sutri” ed è situata fra le falde dei Monti Cimini, che a nord-est dominano il lago di Vico, e i Monti Sabatini, che a sud-ovest coronano il lago di Bracciano. Di grande interesse storico-culturale è il Parco Archeologico che ingloba l’Anfiteatro, il Mitreo, la necropoli, Villa Savorelli con il suo bellissimo giardino all’italiana, la chiesa di Santa Maria del Monte, il castello di Carlo Magno, il Bosco Sacro.

BOMARZO
Un’altra meta imperdibile nella Tuscia viterbese è il Parco dei Mostri di Bomarzo. Costituito da alberi e pietre antiche, il parco dei mostri di Bomarzo fu concepito dal principe Pier Francesco Orsini nella seconda metà del cinquecento. Dopo aver varcato il cancello, le prime statue che si incontrano sono due Sfingi che, con un epitaffio, sfidano chi entra ad indovinare se il luogo fu realizzato per amore dell’arte o per ingannare i sensi. Nel parco trovano dimora creature in pietra inquietanti che rappresentano figure mitologiche. Sulle statue iscrizioni enigmatiche confondono i visitatori. Nel parco, una casa obliqua simboleggia le architetture improbabili. In molti si sono cimentati nel cercare di capire il simbolismo del parco, ma ad oggi tutto è ancora avvolto nel più profondo mistero.

BOLSENA
Concludiamo il nostro viaggio attraverso i luoghi della Tuscia viterbese con una perla del lago di Bolsena: Bolsena. Posta sul pendio dei monti Volsini, Bolsena si offre all’occhio del visitatore placidamente adagiata lungo la sponda nord-ovest dell’omonimo lago. Bellissimo e curatissimo il lungolago ombreggiato, che si estende per circa un chilometro, offre la possibilità di piacevoli passeggiate. Il borgo medievale è dominato dalla Rocca Monaldeschi della Cervara che risale all’XI secolo e che, pur riveduta e corretta nel corso dei secoli, mostra ancora la sua originale impronta gotica. Da non perdere anche la Basilica di Santa Cristina e la chiesa di San Francesco. Ogni anno a Bolsena in occasione del Corpus Domini, l’infiorata trasforma il borgo medievale in un arazzo floreale che si incunea nei vicoli più stretti, lungo i due chilometri di percorso della processione.

tarocchi

Al confine tra Lazio e Toscana, nel cuore della Tuscia a soli 5 minuti dall'Agriturismo Poggio di Maremma si trova uno dei più incredibili parchi mai realizzati: stiamo parlando del fantastico Giardino dei Tarocchi, ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle.

Il Giardino, aperto al pubblico nel 1998, si trova sul versante meridionale della collina di Gravicchio, a Capalbio ed occupa una superficie di circa 2 ettari al cui interno si trovano incredibili sculture alte fino a 15 metri che rappresentano i 22 arcani dei Tarocchi, realizzate in acciaio e cemento e rivestite di specchi, vetri e ceramiche colorate.

La meraviglia e lo stupore che si prova nel visitare questi giganti colorati è semplicemente unica, così come lo è l'atmosfera che si respira nel parco. Seguiteci e vi porteremo alla scoperta di questo mondo incantato e della sua storia!

Tutto ebbe inizio verso la fine degli anni settanta, dopo che Niki de Saint Phalle visitò il celebre Parc Guell a Barcellona di Antonì Gaudì ed il nostro Parco dei Mostri di Bomarzo. L'artista trasse così tanta ispirazione da queste opere che iniziò a dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di un suo giardino, dove poter esprimere liberamente le sue visioni e tutta la sua dirompente creatività.

Per più di 17 anni si dedicò, affiancata, oltre che da diversi operai specializzati, da un'équipe di nomi famosi dell'arte contemporanea, alla realizzazione di 22 ciclopiche statue, rappresentanti ciascuna uno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ricoperte di mosaici in specchio, vetro pregiato e ceramiche.

Con questo giardino fantastico la scultrice coronò il sogno della sua infanzia. Durante il percorso di visita si viene letteralmente trasportati in un mondo surreale arricchito da citazioni, messaggi e pensieri che accompagnano lungo il cammino.

Il padiglione d'ingresso realizzato da Mario Botta e costituito da una lunga muraglia in tufo con un'apertura circolare al centro, sembra voler sottolineare il passaggio dal mondo reale a quello onirico ed enigmatico del Giardino, e le sinuose panchine di Pierre Marie Le Jeune offrono un incantevole ristoro per contemplare l'esplosione di colore e fantasia dei mosaici e delle ceramiche.

Varcata la soglia d'ingresso, si giunge alla grande piazza centrale occupata da una vasca e sovrastata dalle figure unite della Papessa e del Mago, i primi Arcani Maggiori dei Tarocchi che si incontrano. La scultura della Papessa, con la grande bocca spalancata è un chiaro omaggio all'Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo.

Al centro della vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti dalla bocca della Papessa, si trova la Ruota della Fortuna, scultura meccanica semovente eseguita da Jean Tinguely, marito di Niki de Saint Phalle.

E poi ancora è impossibile non rimanere affascinati dall'Albero della Vita, con teste di serpente al posto dei rami ed il tronco ricoperto da iscrizioni dell'artista o dal Papa, realizzato con tecnica filiforme; dai colori intensi del Sole, simboleggiato da un grande uccello di fuoco variopinto, dalle sculture più piccole come la Morte, la Temperanza e gli Innamorati, realizzate a Parigi con la collaborazione di Mario Zitelli e poi prodotte in poliestere da Robert, Gerard e Olivier Haligon.

Tra le sculture più rappresentative del complesso, un capitolo a parte lo merita senza dubbio l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Si avete capito bene! Questa gigantesca scultura al suo interno ospita oltre ad una stanza da letto e ad un soggiorno anche una cucina, e le sue pareti sono interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani!

Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.

Il resto ve lo lasciamo scoprire di persona...avete ancora dei dubbi? Visitare il Giardino dei Tarocchi è un'esperienza meravigliosa che vi regalerà trascorrere un breve ma intenso viaggio di evasione dalla realtà.

Un must assoluto per tutti coloro che hanno amato le opere di Gaudi a Barcellona, per chi cerca un'idea originale per trascorrere un fine settimana, ma soprattutto per tutti coloro che ancora credono nei sogni e non riescono a smettere di farlo!

AGRITURISMO POGGIO DI MAREMMA 
Infolabio